Intervista dell'Ambasciatore Sergey Razov al giornale Tribuna Economica

Intervista dell'Ambasciatore Sergey Razov al giornale Tribuna Economica

Ambasciatore Razov, nell'intervista che ci ha rilasciato lo scorso anno eravamo appena entrati nell'era temporale della pandemia. Com'è la situazione in Russia a distanza di un anno?

Secondo le stime di Rosstat, il PIL della Russia nel 2020 è diminuito del 3,1%, un indice rivelatosi migliore delle previsioni. Il dissesto dell'economia è stato causato da un doppio colpo: le limitazioni introdotte per combattere la pandemia, il calo dei prezzi del petrolio e la riduzione della produzione di petrolio in base agli impegni assunti nell’ambito dell'accordo OPEC+. Nel 2020 la produzione di petrolio e gas è diminuita del 10,3% in termini quantitativi.

C'è stato un calo significativo del valore aggiunto nei settori dei servizi: alberghi e ristoranti (-24,1%), istituzioni culturali e sportive (-11,4%), e imprese del settore trasporti (-10,3%). La produzione industriale è diminuita del 2,9%. Purtroppo, le spese delle famiglie per beni di consumo sono diminuite dell'8,6%. L'economia è stata sostenuta con l’incremento delle spese statali.

Secondo le previsioni del FMI il PIL della Russia crescerà nel 2021 del 3% e nel 2022 del 3,9%.

Russia-Italia: il potenziale di reciproca cooperazione, acquisito negli anni, favorisce gli scambi commerciali nonostante le sanzioni antirusse in atto?

Nel 2020, il valore dell’interscambio commerciale russo-italiano è diminuito del 19,9% rispetto al 2019 ed è stato pari a 20,22 miliardi di dollari. Le esportazioni russe verso l'Italia sono scese del 30,2% fino a 10,01 miliardi di dollari, mentre le importazioni dall'Italia sono scese del 6,3% raggiungendo i 10,21 miliardi di dollari.

Così, a causa della crisi economica globale causata dalla pandemia COVID-19 e una significativa riduzione del commercio internazionale, gli indicatori del fatturato commerciale russo-italiano mostrano una tendenza negativa. Le ragioni principali sono il calo dei prezzi dei prodotti energetici e la riduzione della domanda di manufatti italiani, considerato il loro complessivo rincaro in rubli.

Contiamo su un incremento dello scambio commerciale bilaterale nel prossimo futuro e su un'intensificazione della cooperazione con le imprese italiane. In effetti la cooperazione non si è interrotta: per esempio, nel settembre 2020, è stato firmato un contratto tra la United Metallurgical Company e la holding italiana Danieli per la fornitura di attrezzature del valore di 400 milioni di euro per equipaggiare il più recente complesso elettrometallurgico nella regione di Nizhny Novgorod. È stato anche completato un accordo tra il Russian Direct Investment Fund e “Barilla” per la costruzione della seconda linea del pastificio nella regione di Mosca.

A che punto siamo per l'arrivo del vaccino russo Sputnik V in Italia?

La lotta contro la pandemia richiede gli sforzi congiunti di tutta l'umanità. La leadership russa si è ripetutamente dichiarata aperta a qualsiasi forma di cooperazione con i partner europei nel campo dell'assistenza sanitaria e delle vaccinazioni. Allo stesso tempo, vorrei chiarire che non imponiamo a nessuno i nostri prodotti.

L'ambasciata riceve numerosi appelli da regioni, aziende private, organizzazioni e singoli cittadini con richieste di acquisto e proposte di produzione di vaccini russi per l'Italia. La nostra posizione è la più trasparente possibile: la Russia è disponibile a ogni forma di cooperazione reciprocamente accettabile, ma le relative richieste devono arrivare attraverso i canali ufficiali del governo.

Il vaccino russo è già stato approvato in più di 60 paesi, con una popolazione totale di più di 3 miliardi di persone. Crediamo che molti cittadini dei paesi dell'UE abbiano accolto con favore l'annuncio dell'Agenzia Europea dei Medicinali (EMA) dell'inizio, il 4 marzo, di una revisione clinica (rolling review) del dossier di registrazione del vaccino russo.

Digitalizzazione e innovazioni tecnologiche nell'industria finanziaria. Che cosa è avvenuto, nel 2020, in questi settori?

L'innovazione finanziaria sta diventando il fenomeno globale più importante degli ultimi anni, con una crescita annuale del volume e del ritmo di sviluppo. Il governo russo ha lanciato il programma "Economia digitale della Federazione Russa" che mira all'attuazione della Strategia per lo sviluppo della società dell'informazione nel periodo 2017-2030, grazie al quale si prevede di aumentare la produttività del lavoro in Russia del 30% entro il 2024, con nuovi settori economici che creino più del 10% del PIL.

Nel 2020, molti processi aziendali sono passati alla modalità remota. Le banche russe hanno fatto un significativo passo avanti nello sviluppo dell'online banking, l'identificazione biometrica dei clienti si sta espandendo, anche attraverso un'applicazione mobile. Gli esperti prevedono che in Russia le banche introdurranno presto la possibilità di riconoscimento facciale del destinatario dei trasferimenti di denaro, di pagare le ricevute con foto, tramite comando vocale e di utilizzare tariffe individuali per ogni utente in base al suo stile di vita. La Banca centrale russa sta lavorando duramente per introdurre il rublo digitale. Secondo gli esperti, questa terza forma di denaro creerà incentivi per lo sviluppo di innovativi sistemi di pagamento, ridurrà i costi per i consumatori e rafforzerà la competitività delle banche russe.

A suo parere, come si prospetta il 2021 alla luce di quel che sta avvenendo con la diffusione del coronavirus? Torneremo a competere, a viaggiare, ad investire?

Secondo molti esperti, l'economia mondiale nel 2020 è entrata in una lunga fase di profonda crisi che può durare più di un anno. La maggior parte dei paesi ha dovuto introdurre estesi lockdown, chiudere alcuni settori dell'economia, costruire nuovi meccanismi di interazione con i cittadini e introdurre una digitalizzazione diffusa, che contribuisce alla transizione accelerata verso lo smart working, l'intrattenimento, lo shopping, la pubblica amministrazione, l’istruzione e la sanità on line.

Molto più che sul PIL globale, la pandemia ha impattato sul commercio globale, che il WTO stima sia diminuito di circa il 10%. Nel 2021 si prevede una crescita del 7%. Secondo gli esperti dell'UNCTAD, i flussi globali di investimenti diretti esteri nel 2020 sono diminuiti del 40%, e il declino continuerà nel 2021. Si prevede che le tendenze positive riprenderanno solo nel 2022. Nel 2021 si prevede una crescita del 7%. Secondo gli esperti dell'UNCTAD, i flussi globali di investimenti diretti esteri nel 2020 sono diminuiti del 40%, e il calo continuerà nel 2021. La ripresa delle tendenze positive è prevista solo nel 2022. La pandemia ha anche esacerbato i rischi associati ai crescenti livelli di debito in tutto il mondo.

I politici di molti paesi sono ampiamente unanimi nel definire le priorità urgenti: contenere la diffusione del virus, aiutare le persone più vulnerabili e accelerare la vaccinazione. Forti sono le speranze di un'inversione di tendenza nella pandemia prima della fine dell'anno, ma ci sono continue preoccupazioni su questioni come la durata dell'immunità e l'emergere di nuove varianti ceppi. L'evoluzione della ripresa economica può variare considerevolmente tra paesi e regioni, a seconda del livello di accesso all'assistenza sanitaria, dell'efficacia delle misure di sostegno pubblico, delle caratteristiche strutturali dell'economia e di altri fattori.


26.04.2021