Intervista dell'Ambasciatore Sergei Razov a Planet 360 info

Sergey Sergeevich, grazie per l’opportunità di parlare di argomenti scottanti. La prima domanda probabilmente preoccupa tutti coloro che seguono lo sviluppo delle relazioni russo-italiane, compresi i nostri connazionali che vivono in Italia: come si stanno i rapporti politici tra i nostri Paesi?

I rapporti tra Russia e Italia sono tradizionalmente amichevoli, hanno profonde radici storiche e si basano sul rispetto e la simpatia reciproci, sull’affinità culturale e spirituale dei popoli dei due Paesi e non dipendono dalla contingenza politica. Caratteristica distintiva delle relazioni russo-italiane è la disponibilità a sostenersi a vicenda nei momenti difficili, come testimonia l’invio lo scorso anno dalla Russia di una missione umanitaria nel nord Italia per aiutare a combattere la diffusione dell’infezione da coronavirus.

Il dialogo politico rimane aperto. Il 19 agosto si è svolto un colloquio telefonico tra il presidente russo Vladimir Putin e il primo ministro italiano Mario Draghi, durante il quale è stato sottolineato l’ interesse di entrambi a sviluppare legami reciprocamente vantaggiosi in vari settori. Il 26-27 agosto, il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov, in visita di lavoro in Italia, è stato ricevuto da Mario Draghi e ha avuto un colloquio approfondito con il suo omologo italiano Luigi Di Maio. Nel corso dell’incontro sono stati toccati sia temi di attualità internazionale, sia temi dell’agenda bilaterale.

I contatti a livello parlamentare continuano a svilupparsi. L’anno scorso, gli incontri russo-italiani di senatori e deputati si sono svolti in videoconferenza. Mi auguro che, subito dopo le elezioni alla Duma di Stato, riprendano i lavori per la preparazione della riunione della Grande Commissione interparlamentare italo-russa. Ministeri e dipartimenti mantengono contatti e organizzano scambi di delegazioni.

È stato raggiunto un accordo per organizzare l’anno incrociato dei Musei Russia – Italia nel 2021-2022. È stata stabilita una cooperazione tra le istituzioni sanitarie dei due paesi, specializzate nella lotta all’infezione da coronavirus. Questi sono solo alcuni esempi di iniziative che caratterizzano lo stato attuale delle relazioni russo-italiane. In generale, posso affermare che i legami russo-italiani, nonostante alcune difficoltà causate da fattori diversi, tra cui la pandemia da coronavirus, continuano a svilupparsi.

Quale ruolo svolge la strategia comune dell’UE nei confronti della Russia nella cooperazione bilaterale tra Russia e Italia?

Sfortunatamente, la strategia globale della UE nei confronti della Russia costituisce un fattore deterrente.

A merito dei partner italiani, bisogna riconoscere che hanno un’idea chiara: le crisi nei rapporti tra Stati o blocchi politici vanno e vengono, invece gli interessi nazionali degli stati rimangono. Sono convinto che gli interessi chiave dei nostri paesi siano in gran parte gli stessi, paralleli o consoni. Le potenzialità della cooperazione in molti settori, consolidata negli anni, costituisce una sorta di rete di sicurezza che impedisce l’insorgere di serie difficoltà nelle relazioni bilaterali. Notiamo che l’Italia apprezza i rapporti con la Russia. Anche sul piano della politica internazionale abbiamo molti “punti di contatto”.

In che modo la pandemia e i lockdown hanno influenzato gli scambi commerciali e la collaborazione nel settore turistico tra i nostri paesi? Nel contesto attuale ci sono programmi e prospettive per il rilancio dei rapporti commerciali ed economici tra Russia e Italia, anche nel settore turistico?

Purtroppo la pandemia ha gravemente influenzato gli indicatori economici dei rapporti tra Russia e Italia. Nel 2020 il valore del fatturato del commercio russo-italiano è diminuito del 19,9% rispetto al 2019 e si è attestato a 20,22 miliardi di dollari. Le esportazioni russe in Italia sono scese del 30,2% a 10,01 miliardi di dollari, le importazioni dall’Italia del 6,3% a 10,21 miliardi di dollari, ma nella prima metà del 2021 si è stato registrato un aumento del 30,5% dello scambio commerciale rispetto allo stesso periodo del 2020, attestatosi a 12,2 miliardi di dollari. Le esportazioni russe in Italia sono aumentate del 31,1% (6,55 miliardi di dollari), le importazioni dall’Italia del 29,8% (5,64 miliardi di dollari).

Confidiamo che la crescita prosegua nel prossimo futuro e che si intensifichi la cooperazione con le imprese italiane. In realtà, la cooperazione non si è mai interrotta: ad esempio, nel settembre 2020 la russa United Metallurgical Company e la holding italiana Danieli hanno firmato un contratto di 400 milioni di euro per la fornitura di attrezzature destinate al nuovissimo complesso elettrosiderurgico nella regione di Nizhny Novgorod. È stato inoltre perfezionato un accordo tra il Fondo Russo Investimenti Diretti e la società Barilla per la realizzazione della seconda linea del pastificio nella regione di Mosca.

Il 14 ottobre 2020 il Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale della Repubblica Italiana, Luigi Di Maio, si è recato a Mosca. Nell’ambito della sua visita si è svolta la riunione periodica del Consiglio italo-russo per la cooperazione economica, industriale e finanziaria. Le parti hanno confermato di essere partner strategici, hanno raggiunto alcuni accordi specifici che contribuiranno allo sviluppo della cooperazione commerciale ed economica. Quest’anno, nel rispetto della tradizionale alternanza, la riunione del Consiglio Economico si terrà in Italia.

A giugno di quest’anno, un’autorevole delegazione italiana ha preso parte al 24° Forum economico internazionale di San Pietroburgo, il primo grande evento in presenza dall’inizio della pandemia da coronavirus. Vi hanno partecipato, per tradizione, i vertici delle regioni italiane che maggiormente favoriscono lo sviluppo dei legami interregionali tra i due paesi. Quest’anno la regione-ospite è stata la Puglia, la cui delegazione è stata guidata dal Governatore M. Emiliano. Il mese successivo, l’Italia è stata la prima nazione europea a intervenire, come Paese partner, all’INNOPROM International Industrial Exhibition di Ekaterinburg, dove la delegazione italiana è stata guidata dal Ministro dello Sviluppo Economico Giancarlo Giorgetti.

Per quanto riguarda il turismo, com’è noto, l’Italia nel contesto della pandemia applica tutte le regole per l’ingresso degli stranieri vigenti nella maggior parte degli altri paesi della UE. La Russia fa ancora parte dei Paesi i cui cittadini possono entrare in Italia solo se sussistono validi motivi di carattere medico, professionale, scolastico e umanitario. Prima della pandemia, quasi 1 milione di turisti russi visitava ogni anno la penisola. È evidente che l’Italia sta ora subendo perdite considerevoli. Al contempo, dal 28 giugno di quest’anno sono stati ripristinati i voli diretti tra Italia e Russia. Gli italiani che arrivano in Russia possono soggiornare sul nostro territorio senza alcuna restrizione, secondo il loro programma di viaggio.

I vertici italiani hanno più volte affermato che in materia di certificazione del vaccino russo contro il COVID-19, lo “Sputnik V”, si atterrà alle raccomandazioni delle competenti autorità UE. A tal proposito, la possibilità di una piena ripresa del flusso turistico dal nostro Paese verso l’Italia, com’è evidente, è strettamente legata all’approvazione del nostro farmaco da parte dell’Autorità Europea di regolazione farmaceutica o dal reciproco riconoscimento dei rispettivi certificati a livello di Unione Europea.

Vorrei attirare la vostra attenzione sul fatto che, ovviamente, la stragrande maggioranza dei paesi della UE è in attesa dell’approvazione dell’EMA, ma la decisione finale spetta al regolatore nazionale. Come, ad esempio, ha fatto l’Ungheria - che ha registrato lo Sputnik V a livello nazionale. Esiste anche un accordo sul riconoscimento reciproco dei vaccini utilizzati in Russia e Ungheria. Anche le autorità greche hanno approvato il vaccino russo a livello nazionale cosicché i turisti russi vaccinati con lo Sputnik V possono soggiornare liberamente sul suo territorio.

Da parte nostra, esortiamo vivamente a non politicizzare le questioni della sanità e l’efficacia dello Sputnik V che è già utilizzato in 70 paesi con una popolazione totale di 4 miliardi di persone. Ci auguriamo che i flussi turistici possano riprendere appena sarà risolta la questione del riconoscimento dei vaccini.

Non posso fare a meno di porre una domanda sulle imminenti elezioni della Duma di Stato della Federazione Russa. Abbiamo tutti assistito, già in primavera, al tentativo dei media occidentali di screditare le elezioni. Qual’è la ragione di questo atteggiamento, secondo lei?

In effetti, nel prossimo futuro si svolgerà un evento importante nella vita politica del nostro paese: il 17-19 settembre 2021 si terranno le elezioni dei deputati della Duma di Stato dell’Assemblea Federale della Federazione Russa, per l’ottava legislatura. Le votazioni si svolgeranno nei colleghi federali e uninominali. I cittadini della Federazione Russa che abbiano compiuto il 18° anno di età entro il giorno delle votazioni, residenti stabilmente o temporaneamente in Italia, potranno votare il 19 settembre 2021 dalle ore 08:00 alle ore 20:00 locali presso i seggi elettorali allestiti dalla Federazione Russa nell'Ambasciata a Roma, nonché presso i Consolati Generali a Milano, Palermo e Genova. Per partecipare al voto, l’elettore dovrà presentare un documento che ne attesti l’identità come cittadino della Federazione Russa: un passaporto o un documento equivalente.

Per quanto riguarda la sua domanda sui tentativi di screditare le elezioni alla Duma di Stato, mi limito a notare che i media italiani fondamentalmente garantiscono una copertura informativa degli eventi che si svolgono in Russia, nonché delle nostre iniziative di politica estera. Certo, ci sono alcune pubblicazioni che, seguendo la scia della campagna anti-russa scatenata in Occidente, pubblicano materiali di carattere palesemente russofobico, il cui contenuto talvolta va ben al di là del buon senso e della logica. In questi casi, siamo naturalmente costretti a reagire in un modo o nell’altro.

Se parliamo dell’atteggiamento degli italiani in generale, la gente nutre rispetto e simpatia per la Russia. Un anno fa, su richiesta dell’Ambasciata, un rinomato Istituto italiano di ricerche sociologiche ha condotto un sondaggio, secondo il quale il 57% degli intervistati si è espresso a favore dell’ampliamento della cooperazione con la Russia e il 73% ha valutato positivamente la missione umanitaria russa, che, com’è noto, nella primavera del 2020 nel nord Italia ha fornito assistenza nella lotta alla pandemia da coronavirus.

Molto spesso i connazionali residenti all’estero si pongono una domanda: la partecipazione alle elezioni è un diritto o un dovere di ogni cittadino? Quale delle due opinioni è corretta?

Il diritto di un cittadino a partecipare alle elezioni è sancito dalla Costituzione della Federazione Russa. Sottolineo che si tratta di un diritto, non di un obbligo.
Al contempo, l’espressione della volontà dei cittadini nelle elezioni costituisce il fondamento di un sistema democratico, che consente a tutti di partecipare direttamente alla vita del proprio Paese. A questo proposito, personalmente considero la partecipazione alle elezioni non solo come un diritto del cittadino, ma anche come un suo dovere civico, un’opportunità di dimostrare la propria compartecipazione alla vita della sua patria d’origine.

Sergei Sergeevich, secondo lei, il fatto che la tutela degli interessi e dei diritti dei connazionali russi residenti all’estero sia diventata di recente una norma costituzionale influirà sulla partecipazione alle elezioni? L’articolo 69 della Costituzione russa recita: “La Federazione Russa fornisce sostegno ai connazionali che vivono all’estero nell’esercizio dei loro diritti, garantendo la protezione dei loro interessi e preservando l’identità culturale panrussa”. Lei ritiene che questa innovazione possa modificare la mappa del mondo russo?

Di solito alle elezioni all’estero partecipano circa 200-300 mila persone. Naturalmente, auspichiamo che tutti abbiano l’opportunità di esercitare il proprio diritto costituzionale. Per questo verranno allestiti 348 seggi elettorali in 144 paesi del mondo.

A mio parere l’implementazione degli emendamenti previsti dalla Costituzione della Federazione Russa in merito al sostegno dei connazionali residenti all’estero contribuirà a rafforzare i legami tra questi ultimi e la Russia.

Vorrei sottolineare che il nostro Stato ha iniziato a impegnarsi nel sostegno e nella tutela dei diritti dei connazionali già molto prima dell’adozione degli emendamenti all’articolo 69 della Costituzione. Esiste un organo esecutivo federale (Rossotrudnichestvo, organo di coordinamento), la Commissione governativa per i connazionali all’estero, nonché il Fondo per il sostegno e la protezione dei diritti dei connazionali all’estero, istituito dal Ministero degli affari esteri russo e Rossotrudnichestvo. L’attività di sostegno e tutela dei diritti è di competenza dello stato.

È noto che quest’anno in diverse regioni della Russia sarà organizzato il voto elettronico a distanza che offre agli elettori l’opportunità di votare senza recarsi al seggio. Sarà sufficiente disporre di un dispositivo digitale con accesso a Internet. Si prevede di introdurre in futuro in Italia questa opzione per aiutare i connazionali che vivono lontano dalle città principali ad esercitare il loro diritto di voto?

I Russi che vivono in Italia, registrati nel loro luogo di residenza originario, in 7 regioni della Russia, tra cui le regioni di Kursk, Murmansk, Nizhny Novgorod, Rostov, Yaroslavl, ma anche Mosca e Sebastopoli, potranno partecipare al voto elettronico a distanza. Per questo, come giustamente ha notato, è sufficiente avere accesso a Internet e un account confermato sul portale “Gosuslughi”. Abbiamo pubblicato sul sito ufficiale dell’Ambasciata e nei nostri account social l’informativa che entro il 13 settembre è possibile presentare domanda su questa risorsa digitale, che consentirà di votare a distanza dal 17 settembre al 19 settembre, anche nei centri abitati italiani più remoti. Per i russi in Italia che non hanno tale possibilità tecnica o sono registrati in altre regioni russe, come ho detto, i seggi elettorali saranno aperti presso i nostri uffici consolari di Roma, Milano, Genova e Palermo il 19 settembre dalle ore 8.00 alle 20.00. Informazioni dettagliate possono essere trovate sul sito ufficiale dell’Ambasciata www.roma.mid.ru.

La pandemia di coronavirus ha apportato grandi cambiamenti in tutti gli aspetti della vita. Come sarà organizzato il processo di voto in queste nuove realtà? Si prevedono limitazioni all’attività dei seggi elettorali all’estero e per gli elettori? Per entrare in un seggio elettorale l’elettore è tenuto a presentare un certificato di guarigione dal virus, un attestato di vaccinazione o un test PCR negativo?

Naturalmente, la pandemia ha convocato modifiche radicali in tutte le sfere della nostra vita. E le elezioni non fanno eccezione. Il processo di voto nei seggi elettorali sarà organizzato nel rigoroso rispetto delle raccomandazioni delle autorità competenti russe sulle misure di prevenzione della diffusione dell’infezione da coronavirus. Si tratta fondamentalmente del rispetto del distanziamento tra i visitatori, dell’uso di mascherine, della disinfezione delle mani e della misurazione della temperatura all’ingresso del seggio consolare. Inoltre, tutti gli elettori saranno dotati di penne monouso. Non verrà richiesto alcun certificato.


13/09/2021